Cosa significa essere un cristiano? — 2

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—Parte seconda—

NOI ITALIANI dovremmo essere maestri nel sapere cosa significa essere cristiani. Per secoli la Chiesa Romana ha considerato il nostro Paese come un proprio territorio irrinunciabile, l’epicentro dal quale svolgere la sua missione. Abbiamo chiese ovunque e ne spuntano di nuove a ogni angolo di strada; testimonianza dell’influenza che la religione ha avuto in Italia. Eppure gli italiani sono divisi tra la devozione a Maria e la ricerca maniacale del benessere materiale. E non sanno cosa significhi essere cristiano. Per molti, cristiano è semplicemente sinonimo dell’essere umano. Altri pensano che essere cattolici è essere cristiani. Ma è stato proprio l’Apostolo Pietro, considerato dalla Chiesa il primo Papa della storia, a parlare della caratteristica che, più d’ogni altra, contraddistingue un vero credente in Cristo da chi lo è solo nominalmente. Qualcosa che lo rende del tutto diverso dagli altri.

Nella sua prima lettera ai credenti del primo secolo, l’Apostolo scrive di Cristo: “Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa” (1 Pietro 1:8).

Pietro dice: “Benché non l’abbiate visto, voi lo amate”. Non ha bisogno di comandare che i credenti amino Cristo, perché nel cuore di ogni vero cristiano c’è un’attrazione e un affetto per la persona di Cristo, un attaccamento appassionato a Lui, che lo sprona a seguirlo costi quel che costi.

L’Apostolo Paolo scrive in 1 Corinzi 16:22: “Se qualcuno non ama il Signore, sia anatema”. Sono parole forti, scioccanti. Se non ami Cristo, sei anatema! Significa che sei condannato all’inferno, a meno che tu non ti ravveda.

Può darsi che tu ti ritenga un cristiano perché credi che Gesù sia esistito e leggi la Bibbia ogni tanto. Forse preghi ai santi, accendi qualche candela in chiesa. Ma questo non fa di te un cristiano. Se non ami Cristo, sei spiritualmente morto. Senza la vita di Cristo sei ancora morto nei tuoi peccati.

Credere che Cristo sia esistito non basta; bisogna anche amarlo. L’amore vivo per la persona di Gesù Cristo è quello che contraddistingue il vero cristiano. Dio mette questo amore per Cristo nel cuore di ogni persona che ha posto la sua fede in Lui. Così la fede e l’amore vanno insieme.

Cristo e’ degno del nostro amore

È normale amare i propri genitori, figli e amici, ma non tutti i nostri cari sono sempre amabili. Amiamo persone a volte egoiste, che ci fanno arrabbiare, che ci amano con un amore imperfetto e incostante. Ci offendono e urtano i nostri sentimenti. E noi, per non esser da meno, li ripaghiamo con la stessa moneta.

Non è così con Gesù. Non troverai nessuna incostanza né difetto in Lui. È sempre perfettamente amabile e degno del nostro pieno amore.

Considera la sua divinita’

Lui è il creatore di ogni cosa e tutte le cose sussistono in Lui. Gesù stesso è lo scopo per cui Dio ha creato l’universo (Colossesi 1:16,17).

È lodato dagli angeli in cielo (Ebrei 1:6).

Possiede tutte le caratteristiche di Dio (Colossesi 2:9).

Prima che l’universo fosse, Lui già c’era (Giovanni 1:1). Nessuno Lo ha creato.

Lui è la fonte di ogni saggezza e conoscenza (Colossesi 2:3).

Lui è colui che sarà il giudice dei vivi e dei morti (Atti 10:42,43).

Considera la sua umanita’

Ha lasciato la sua gloria e il suo trono in cielo dov’era stato adorato da tutta l’eternità (Giovanni 17:5). Ha aggiunto l’umanità alla sua divinità per essere chiamato Emmanuele, “Dio con noi” (Matteo 1:23). Dio con noi uomini!

Anche se gli spettava d’essere adorato e servito da tutti, si è umiliato diventando un servo di tutti (Filippesi 2:6-8). Così, ha velato la sua gloria per nascere in un corpo e vivere le debolezze dell’infanzia umana. Il Creatore entrò nella sua creazione, ma non fu riconosciuto dalle sue creature. Lui, l’unico a non aver mai peccato, ha vissuto in mezzo ai peccatori più incalliti.

Perché l’ha fatto? Siamo forse noi esseri umani tanto amabili da meritare questo? No. Eravamo suoi nemici, l’opposto di amabili.

Considera il suo amore per i peccatori

Mentre era sulla terra, contrariamente a quello che i religiosi del suo tempo s’aspettavano da Lui, Gesù frequentava e cenava con peccatori. Per questo lo chiamavano con disprezzo “amico dei peccatori” (Matteo 11:19).

Dopo aver fatto, come testimoniava la gente di Lui, “ogni cosa bene” (Marco 7:37) è stato tradito da un amico per essere condannato ingiustamente a morte. È stato schernito da coloro che lo hanno crocifisso.

Mentre soffriva e agonizzava sulla croce, ha salvato dalla morte eterna il ladro crocifisso per i suoi crimini accanto a Lui.

Ha preso su di sé la pena per il nostro peccato (2 Corinzi 5:21).

In tutto questo, Gesù ha mostrato il suo grande amore per i peccatori. “In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati” (1 Giovanni 4:10).

L’amore di Gesu’ e’ libero e incondizionato

Quanto è meraviglioso quest’amore! Non dipende dalle opere umane e non è impedito dal peccato dell’uomo. Quella di amarci è stata una sua scelta!

Gesù ha amato i suoi quando loro ancora non lo amavano (1 Giovanni 4:19). Nessun peccato nella vita di un credente gli farà mai cambiare idea, né smettere di amarlo. A differenza di noi umani, la sua pazienza non verrà mai meno e Lui non tradirà chi si affida a Lui.

Addirittura Lui ama ogni suo discepolo, malgrado la piena conoscenza che abbia di ogni nostro pensiero!

Lui non caccia via le sue pecore (i suoi seguaci), ma simpatizza con le loro debolezze, tanto che ciascuna può avvicinarsi con piena fiducia al suo trono di grazia (Ebrei 4:14-16).

Per tutto questo, un vero cristiano lo ama, benché non l’abbia visto.

A questo punto la domanda è semplice; non devi essere laureato in teologia per rispondere. Anche un bambino potrebbe farlo. Ami tu Cristo?

Che cosa direbbe l’Apostolo Pietro di te? Sei un cristiano?

Leggi anche “Cosa significa essere un cristiano? — Parte prima”
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