Cosa significa nascere di nuovo?

C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: “Bisogna che nasciate di nuovo”. Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito». Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?» Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose?» —Vangelo di Giovanni 3:1-10

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GESÙ, per spiegare come può un uomo avere una relazione con Dio e in cosa consiste la salvezza, ha usato l’analogia della nascita fisica. Lo ha fatto parlando a un religioso del calibro di Nicodemo, che era “il maestro” d’Israele e che umanamente aveva tutte le carte in regola per il regno di Dio. Durante una conversazione molto intensa, per di più di notte, Gesù gli aveva detto che se uno non è nato di nuovo, non può vedere, né entrare nel regno di Dio (Vangelo di Giovanni 3:3,5). Nicodemo ne rimase molto turbato: come avrebbe potuto nascere un’altra volta quando era già vecchio? (3:4).

Cosa intendeva dire Gesu’?

“Nascere di nuovo” significa letteralmente “nascere dall’alto”. Gesù stava parlando della necessità di ricevere dall’alto, cioè da Dio stesso, una vita di una qualità diversa dalla vita fisica che già possediamo. Egli stava sottolineando la necessità di una trasformazione radicale del cuore prima di poter avere una relazione personale con Dio. Nessuno che abbia sperimentato soltanto la prima nascita, quindi, può entrare nel regno di Dio.

Umanamente impossibile

Nicodemo era un fariseo. I farisei al tempo di Gesù erano conosciuti per la meticolosità con cui si sforzavano di ubbidire a tutta la legge di Mosè e osservare anche le tradizioni rabbiniche che nel tempo si erano sviluppate intorno ad essa. Zelanti e puntigliosi fino al punto di ritenersi migliori degli altri (Luca 18:11). In realtà, nonostante tutto, non erano qualificati per entrare in cielo! Infatti, parlando di loro alle folle, Gesù aveva dichiarato: “Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli” (Matteo 5:20).

Nicodemo, per quanto cercasse di seguire alla lettera la legge di Mosè e fare delle buone opere, non era in grado di soddisfare lo standard divino di perfezione. Era necessaria una giustizia superiore che né lui né alcun altro uomo possiede. Nemmeno tu.

Cosa devi fare, allora, per entrare nel regno di Dio? La risposta di Gesù ti sorprenderà.

La nascita fisica e la nascita spirituale

In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: «Bisogna che nasciate di nuovo»” (Giovanni 3:5-8).

Quello che Gesù voleva far capire a Nicodemo è che deve succedere in noi qualcosa a cui noi non partecipiamo. La giustizia e la nuova nascita di cui abbiamo bisogno per poter entrare nel regno di Dio sono esterne a noi, devono esserci date dall’alto.

È come nel caso della nascita fisica: nessuno di noi ha potuto partecipare attivamente alla propria nascita. Non abbiamo deciso se e quando nascere. Non esistono manuali dal titolo “Come venire al mondo” oppure “Tre segreti per essere concepiti bene”. Gesù, perciò, stava affermando che la salvezza dell’anima e il perdono dei peccati, che sono intrinsecamente legati alla nuova nascita, appartengono a Dio solo e non dipendono dall’uomo. Così come non contribuiamo nulla alla nostra nascita fisica, nello stesso modo, non possiamo contribuire nulla alla nostra nascita spirituale.

La seconda nascita e’ un’opera interamente divina

“Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Giovanni 3:8).

Da che il mondo è mondo, l’uomo non è in grado di controllare il vento. È invisibile, imprevedibile, irresistibile. Nessuno può comandarlo, farlo aumentare o diminuire. Possiamo sentirne il rumore, osservarne gli effetti, anche sfruttarlo per il nostro bene, ma non siamo noi a generarlo. Così è di chiunque è nato dallo Spirito! La salvezza è un’opera interamente divina che Dio compie per mezzo del suo Spirito come e quando vuole.

Cosa possiamo fare allora per essere salvati?

Secondo le Scritture, non possiamo fare proprio nulla! Questo è il punto da cui partire.
La salvezza nella Bibbia è un atto sovrano di Dio, per grazia, che Lui fa indipendentemente da ogni azione da parte dell’uomo.

  • L’uomo è morto nei suoi falli e nei suoi peccati e perciò incapace di rispondere a Dio (Efesini 2:1).
  • Dio deve prima impiantare una nuova vita, un seme incorruttibile (1 Pietro 1:23), perché il miracolo della rigenerazione o della nuova nascita possa avvenire.
  • Senza l’azione dello Spirito di Dio nessuno può vedere né entrare nel regno di Dio (Giovanni 3:5).

Questa verità esclude ogni sforzo umano e tentativo, religioso o non, di salvarsi con le proprie forze cercando di soddisfare la giustizia di Dio. Esclude anche i sacramenti, la partecipazione a qualsiasi rituale o intervento di mediatori al di fuori di Dio.

Anzi, c’e’ una cosa che possiamo fare!

La Bibbia è chiara sul fatto che Dio non opera il miracolo della nuova nascita indipendentemente dalla sua Parola. Pietro afferma che è per mezzo della Parola vivente e permanente di Dio che avviene la rigenerazione di un peccatore (1 Pietro 1:23). Continua a leggere allora, ascoltare e meditare la Parola di Dio.

Il vento soffia dove vuole.

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