Non andrai mai in Purgatorio, nemmeno per un giorno

purgatorio

SE DOVESSI MORIRE OGGI, dove andresti? Per la maggior parte dei cattolici fedeli, è una domanda tanto facile quanto inquietante: in Purgatorio.

Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna, infatti, che “Coloro che muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma sono imperfettamente purificati, sebbene siano certi della loro salvezza eterna, vengono però sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo” (1030). Questa purificazione avviene nel purgatorio dove le pene del peccato residuo del credente sono scontate con la sofferenza.

È una prospettiva terribile che angoscia molta gente, e forse anche tu vivi con questo peso. Ma nonostante sia un dogma della Chiesa cattolica, posso dirti con certezza che non andrai mai in purgatorio. Nemmeno per un giorno.

“Oggi, sarai con me in paradiso”

“Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso” (Luca 23:43). Sono le parole di Gesù a uno dei due ladri crocifissi accanto a lui. Quest’uomo, condannato per i suoi reati, a un passo dalla morte aveva riconosciuto in Gesù il suo Salvatore.

La crocifissione, ai quei tempi, era la pena capitale riservata ai peggiori dei criminali. Di certo, secondo la logica della Chiesa romana, quel ladro crocifisso sarebbe dovuto andare dritto in purgatorio per essere purificato dai suoi peccati. Come mai, allora, Gesù gli promise che, proprio in quello stesso giorno, sarebbe stato con Lui in paradiso?

Perche’ la morte di Gesu’ e’ sufficiente per pagare qualsiasi debito dovuto al nostro peccato

Purgatorio, secondo la Chiesa cattolica, è un posto dove, a causa della giustizia di Dio, le pene temporanee per i peccati vengono scontate o pagate.

La buona notizia della Bibbia è che grazie alla morte di Gesù sulla croce, se credi in Lui, non devi subire alcuna pena per i tuoi peccati. Ogni punizione, ogni condanna che ci spetterebbe a causa della nostra disubbidienza a Dio, è stata pagata da Gesù quando morì sulla croce. L’apostolo Paolo dice che Gesù è “il nostro sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue” (Romani 3:25). Il sacrificio di Gesù ha soddisfatto pienamente la giusta ira di Dio contro il peccato. Se ci fossero ancora delle pene, anche temporali, da scontare per i tuoi peccati, significherebbe che la morte di Gesù non era sufficiente per soddisfare la giustizia di Dio. Non sarebbe stato il sacrificio propiziatorio come afferma la Bibbia.

Perche’ Gesu’ ci purifica dai nostri peccati

La Chiesa sostiene che nel purgatorio i morti sono purificati dai loro peccati attraverso il fuoco, assistiti dalle preghiere, elemosine e indulgenze fatte dai viventi. Avrai anche tu acceso qualche candela o comprato qualche indulgenza per una persona cara.

Secondo la Bibbia, invece, la purificazione dei peccati è un’opera compiuta da Gesù: “Dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 1:3). Il fatto che Gesù si è seduto alla destra di Dio in cielo dimostra che quello che Lui ha compiuto è perfettamente sufficiente e completo. La sua opera di purificazione è finita, senza che bisogna ripeterla o aggiungervi altro. Questo è il significato delle sue ultime parole sulla croce: “È compiuto!”.

Ebrei 10:14 dice: “Infatti con un’unica offerta egli ha reso perfetti per sempre quelli che sono santificati”. Se Gesù, attraverso il suo sacrificio sulla croce, ha reso perfetti coloro che sarebbero stati salvati, che bisogno avremmo di un’ulteriore purificazione in purgatorio? Non è possibile aggiungere alcunché all’opera di Cristo.

Perche’ saremo trasformati istantaneamente quando moriamo

Nessuna impurità e nessun peccato può entrare in cielo perché Dio è santo e separato dal peccato. D’altro canto, ci sono ancora delle imperfezioni nella nostra vita quando moriamo. La Bibbia le chiama “il peccato che abita in noi” (Romani 7:17). Nessuno è senza peccato quando muore. La Chiesa cattolica sostiene che è per questo motivo che bisogna passare per le fiamme del purgatorio per poter entrare nel cielo.

La Bibbia spiega, però, come è possibile entrare, subito dopo la morte, in paradiso e godere le gioie della vita eterna. L’apostolo Giovanni scrive: “Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è” (1 Giovanni 3:2).

Mentre siamo sulla terra siamo tarati dal peccato. Ma non lo saremo per sempre. Giovanni dice che saremo liberi da esso definitivamente quando vedremo Gesù come Lui è, in tutto il suo splendore e santità. Sarà una visione così gloriosa che ci purificherà l’anima istantaneamente: saremo resi simili a Colui che non ha mai conosciuto peccato.

La vita terrena un giorno finirà per tutti. Ma non ci saranno fiamme purificanti per nessuno, perché il purgatorio non esiste.

Esistono, invece, l’inferno e il paradiso. Il tuo destino eterno sarà in uno di questi due luoghi.

Per chi si ravvede dei suoi peccati, e si affida unicamente al sacrificio di Gesù, ci sarà una conclusione meravigliosa: i suoi peccati saranno sradicati e lui stesso sarà completamente perdonato e trasformato per sempre quando vedrà Cristo faccia a faccia (1 Cor 13:12).  Come il ladrone accanto a Gesù, passerà istantaneamente in paradiso.

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