IL PANE INASPETTATO

Il pane inaspettato

TEMPO FA, un leader molto noto e popolare, alla fine di un suo lungo discorso, si rese conto che la gente che era venuta da tutte le parti ad ascoltarlo, era affamata. Era un uomo di grande compassione. Vedendo il disagio di quella folla di oltre 5.000 persone ordinò ai suoi collaboratori di provvedere loro del cibo. Per le poche risorse di cui disponevano — solo cinque pani, due pesci e qualche moneta — questi si chiesero se non fosse il caso mandare tutti a casa senza mangiare.

Gesù, invece, prese quei pani e pesci dalle loro mani, pregò e con questo poco cibo sfamò tutti quanti. Di quello che ne avanzò riempirono 12 cesti!

I bisogni nel mondo sono enormi. Sarebbe bello se i leader mondiali avessero questo tipo di compassione! Nessuno è in grado di moltiplicare il cibo come Gesù, ma sicuramente si potrebbe fare di più.

Gesu’ Cristo era un uomo unico

Il Vangelo afferma che era non solo un uomo perfetto ma che era anche Dio. Le folle che avevano visto quel miracolo della moltiplicazione dei pani lo volevano acclamare loro re. In quale re migliore potevano sperare se non in uno capace di provvedere a tutti i loro bisogni e forse anche i loro sogni.

Gesù, però, li stupì ritirandosi da loro in disparte. Egli sapeva che avevano altre necessità, più importanti e urgenti, per le quali era venuto sulla terra. La gente non lo comprendeva. Cosa c’è di meglio dell’avere tutti i bisogni soddisfatti? Per molti sarebbe sufficiente, non chiederebbero di più.

Suggerire che ci sia qualcosa di più importante del curare le necessità delle popolazioni bisognose della terra non solo risulta assurdo a molti, ma probabilmente anche irritante. Le persone hanno bisogno di acqua e cibo, il resto sono chiacchiere!

Eppure Gesù, dopo aver sfamato le folle le mise in guardia dicendo: “Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna…” Queste parole irritarono le folle perché cercavano da Gesù solo cibo fisico mentre Lui voleva offrire molto di più.

C’è qualcosa di più importante del cibo quotidiano! C’è qualcosa ancor più grave e urgente della fame mondiale. È il destino eterno delle persone!

Gesù ha detto: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà mai più sete”.
Il problema della fame e della sete impallidisce in confronto al bisogno spirituale eterno delle persone.
Pensaci: anche se io e te fossimo sfamati tutti i giorni per il resto della nostra vita, un giorno moriremo lo stesso, e dopo che ne sarà di noi? Oggi il nostro problema più grave è il nostro destino eterno.

Gesu’ era venuto nel mondo per un motivo ben preciso

Doveva morire per i peccatori, uomini e donne come tu e io, che abbiamo offeso Dio con le nostre azioni. La Bibbia afferma che questi peccati ci condannano alla morte eterna: “il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore”.

Anche la parola peccato è irritante per molti, abituati come siamo a minimizzare e scusare i nostri peccati. Ci paragoniamo ad altri e riteniamo, forse a ragione, che sono peggiori di noi.
Il problema è, però, che per Dio tutti i nostri peccati sono ugualmente inaccettabili, dalla bugia bianca fino all’omicidio.

Se io e te non ci rendiamo conto della gravità del nostro peccato, non andremo mai a Gesù per ricevere il dono della vita eterna. Continueremo ad adoperarci per risolvere i problemi intorno a noi (cosa giusta e raccomandabile in sé!), ma alla fine inevitabile della nostra vita ci scontreremo con la giusta condanna di Dio. Gesù ha affermato chiaramente di essere l’unico mezzo per risolvere questo problema: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Non una religione, un rito, non delle opere buone, ma solo Gesù.

La maggior parte delle persone, nonostante lo avesse visto fare un miracolo, è andata via scontenta e irritata.

Ti invitiamo a scoprire perché Gesù ha affermato di essere IL PANE DELLA VITA e perché ha detto che era vitale che noi credessimo in Lui.

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