L’albero della vita

I TRE ALBERI

L’ALBERO DELLA VITA, con i suoi imponenti 37 metri di altezza e il tronco in acciaio che s’illumina di notte di luci spettacolari, è uno dei simboli dell’EXPO 2015 a Milano. Domina una piazza che può contenere fino a 20.000 persone e per vederlo dal vivo basta semplicemente visitare l’EXPO. Come concetto, però, l’albero della vita è molto più antico.
Il primo albero della vita, o meglio l’originale, risale agli inizi della storia umana ed è un albero che ha delle implicazioni per la tua vita, anzi per il mondo intero. È uno dei tre alberi particolari che hanno cambiato la storia umana, e a cui facciamo bene a prestare attenzione.

L’albero della conoscenza del bene e del male

Ti sei mai chiesto, perché esiste il male nel mondo? Perché così spesso c’è tanto dolore nei nostri rapporti? Matrimoni che si sfasciano, amicizie che si sciupano? Il male devasta ovunque. È multiforme. Non solo nella cattiveria della gente, ma anche in tutti i problemi e le catastrofi naturali che affliggono il pianeta: terreni infertili, siccità e alluvioni, raccolti distrutti dalla natura stessa…

L’EXPO 2015 mira a stimolare e trovare soluzioni a problemi globali legati all’alimentazione. È una sfida ambiziosa, visto che non si tratta solo di produzione e distribuzione del cibo. Il male ha intaccato ogni sfera della vita, al punto che la gente muore sia d’indigenza sia di opulenza.

A scatenare tutti questi problemi è stata la scelta che il primo uomo ha fatto davanti all’albero della conoscenza del bene e del male.

Quando Dio creò l’uomo, gli affidò la cura del creato. Adamo ed Eva godevano di una grande libertà come custodi del giardino d’Eden. Per mangiare non avevano bisogno di arare la terra o di andare a caccia: avevano a disposizione ogni sorta di alberi da frutta, uno più buono dell’altro.

Ma c’era un albero particolare, uno solo in tutto il mondo, dal quale non era loro permesso di mangiare, l’albero della conoscenza del bene e del male. Questo divieto severo doveva ricordare all’uomo che non era stato creato per essere autonomo, indipendente dal suo Creatore, ma per vivere in comunione con Lui, sottomesso alle sue leggi: “Dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai, certamente morirai” (Genesi 2:17).

La morte era ancora un concetto sconosciuto ai nostri progenitori. Il mondo era un paradiso perfetto senza alcun male, peccato o sofferenza. Fino al momento in cui Adamo ed Eva non ebbero trasgredito il comandamento di Dio e mangiato dall’albero vietato.

Per questo loro atto di disubbidienza, il male e la morte sono entrati nel mondo e ora fanno parte del nostro DNA. Se avessero ubbidito, il mondo non avrebbe mai sperimento né la fame, il cordoglio, la sofferenza, la malvagità, né la morte. E non soltanto la morte fisica, ma anche quella spirituale. Come Dio aveva detto, Adamo ed Eva sono effettivamente morti, prima spiritualmente, poi fisicamente.

Essere spiritualmente morti significa essere separati da Dio. L’umanità, invece di vivere nella piena felicità con Dio, come Lui intendeva, vive ora cacciata dalla sua presenza a causa del peccato. L’albero della conoscenza del bene e del male ha cambiato per sempre l’esistenza dell’uomo e il suo rapporto con Dio.

L’albero della vita

La morte non è più un concetto misterioso, ma una realtà inesorabile, con tutte le paure e lacrime che la accompagnano. Malgrado il progresso della scienza e le grandi scoperte della medicina, il cibo sano e l’esercizio fisico, noi continueremo a morire. La vita eterna esiste, ma nonostante tutti i nostri sforzi non riusciremo a raggiungere l’immortalità. Vinceremo forse diverse malattie e riusciremo ad allungare l’aspettativa di vita, ma non sconfiggeremo mai la morte.

Il vero albero della vita – non il simbolo dell’EXPO, ma quello di cui parla la Bibbia – era un albero reale nel giardino d’Eden, capace di dare vita eterna a chiunque ne mangiasse il frutto. Se Adamo ed Eva l’avessero fatto dopo aver trasgredito il comandamento di Dio, sarebbero vissuti per sempre in quello stato di peccato, irrimediabilmente separati da Lui. E non solo loro, ma anche tutti noi, loro discendenti. Ma Dio, spinto dall’amore e dal desiderio di riconciliare l’uomo con sé, lo impedì e li scacciò dal giardino ponendo degli angeli con spade fiammeggianti a custodire la via dell’albero della vita (Genesi 3:24).

La storia dell’albero della vita non finisce qui. Un giorno, nell’eternità del Cielo, l’albero darà di nuovo i suoi frutti benefici.

C’è molta confusione riguardo al Cielo. L’immaginario collettivo lo dipinge pieno di cori che cantano sulle nuvole, di angeli con le arpe e le anime dei santi in una beata esistenza incorporea. Non è quello che dice la Bibbia. Tutti coloro che credono in Gesù Cristo avranno nuovi corpi e vivranno su una nuova terra: “Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più… [Dio] asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate” (Apocalisse 21:1,4). Lungi dall’essere un posto etereo e noioso, il nuovo cielo e la nuova terra saranno nuove realtà fisiche con tante cose che assomigliano a questa vita, ma senza la morte, senza la macchia del peccato, senza problemi d’alimentazione. E ci sarà di nuovo l’albero della vita. Apocalisse 22:2 spiega: “In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni”. La maledizione del peccato e i suoi effetti devastanti saranno cancellati per sempre.

L’albero della croce di Gesu’ Cristo

Chi potrà partecipare alla nuova creazione che Dio farà e mangiare dall’albero della vita per vivere per sempre? Le nostre migliori strategie per risolvere i problemi del mondo, legati all’alimentazione o meno, anche se importanti, hanno a che fare solo con le conseguenze del peccato, non con il peccato in sé. Per avere la vita eterna, devi prima risolvere alla radice il tuo problema del peccato.

Per fare questo, serve il terzo albero che ha cambiato la storia dell’umanità. È la croce sulla quale fu crocifisso il Figlio di Dio. La Bibbia dice che “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»)” (Galati 3:13).

La maledizione della legge è la morte eterna nell’inferno. Essa colpisce chiunque infrange la legge di Dio, fosse anche una sola volta e in un solo punto, proprio come hanno fatto per primi Adamo ed Eva. Giacomo 2:10 afferma: “Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti”.

Se pensi di essere una brava persona e di meritare la vita eterna attraverso la tua bontà, sappi che Dio ha uno standard irraggiungibile: devi osservare tutta la sua legge! Sempre! Galati 3:10 avverte: “Maledetto chiunque non si attiene a tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in pratica”.

Quando Gesù fu crocifisso, fu maledetto, non per i suoi peccati, perché non ne aveva mai commessi. Prese volontariamente su di sé la colpa dei peccatori, si sostituì a loro subendo la loro giusta punizione. La sua resurrezione è la prova che Dio ha accettato il suo sacrificio per i peccati di chiunque crede in Lui.

L’unico modo in cui tu puoi essere liberato dalla pena del tuo peccato è mediante la fede in ciò che Gesù Cristo ha fatto sulla croce per te. Egli ha dato la sua vita, affinché tu non debba andare all’inferno a causa di ciò che hai fatto. Gesù disse: “Questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giovanni 6:40). Il credente in Gesù Cristo sarà risuscitato per godere la vita eterna con Lui. Egli dice: “A chi vince io darò da mangiare dell’albero della vita, che è nel paradiso di Dio” (Apocalisse 2:7).

Come risponderai allora a quello che Gesù ha fatto su questo terzo albero?
L’unico modo per vedere l’albero della vita, quello originale, e mangiarne il suo frutto per sempre, è soltanto se sarai disposto ad abbandonare i tuoi peccati e seguire Gesù Cristo sino alla fine.

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