La battaglia di Playboy

La battaglia di Playboy

LA rivista PLAYBOY, ricalcando quello che era già successo sull’omonimo sito internet in agosto 2014, ha ora annunciato che non pubblicherà più foto di nudi femminili sulle sue pagine.

Come tutte le riviste, Playboy sta subendo la crisi dovuta ai lettori che sono passati dall’edizione cartacea a quella sul web. Il numero di copie vendute della rivista infatti è calato dalle 5,6 milioni nel 1975 a circa 800.000 attuali, una cifra esigua in confronto ai 16 milioni di visitatori al mese del sito Playboy. È curioso notare come il traffico del sito sia decisamente aumentato proprio dopo l’annuncio di aver rimosso i nudi femminili.

A prescindere dagli aspetti editoriali, ciò che ha destato scalpore fra i cristiani negli USA sono state le affermazioni di Scott Flanders, il direttore della testata, secondo cui “la battaglia [per rimuovere le barriere socio culturali alla pornografia] è stata combattuta e vinta…. [Video di] ogni tipo di attività sessuale sono oggi disponibili gratuitamente con un click su internet e le foto di nudi sono ormai passé”.

Al Mohler, presidente del Southern Baptist Theological Seminar, ha osservato: “Playboy aveva spalancato le cateratte attraverso le quali la pornografia ora pervade l’intera cultura. La filosofia del suo fondatore (Hefner) riguardo a morale e la sua teologia che ne sta alla base sono oramai correnti dominanti in America per cui il direttore della rivista può ben asserire che “la battaglia è stata combattuta e vinta”. Ma in questa proclamazione di vittoria tuona la caduta di un’intera civiltà e del senso morale che aveva resa possibile la civilizzazione. Ogni persona moralmente assennata deve ammettere che questa è una notizia davvero orrenda”.

Pornografia significa letteralmente “rappresentazione della fornicazione” (dal greco: πορνεία/porneia/fornicazione e γράφω/grafo/scrivere). Dietro la diffusione delle immagini pornografiche sta l’incitamento a fornicare con l’intento di abolire il concetto di fornicazione stessa. Si sente ripetere che il nudo è arte, non pornografia, e che parlare di fornicazione è obsoleto.

La battaglia può sembrare vinta per i fautori della rivoluzione dei costumi, e il comune senso di pudore ormai offuscato dalla volgarità sempre più ostentata e approvata dalla società, ma biblicamente la questione resta assai chiara: gli usi e costumi vanno e vengono, ma la Parola di Dio non passerà e il suo messaggio non potrà mai diventare obsoleto. Ed è proprio la Bibbia a metterci in guardia contro la pornografia.

Gesù ha detto con chiarezza: “È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive escono dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7:20-23).

E l’apostolo Paolo puntualizza: “Non sapete che gl’ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’illudete; né fornicatori, né idolatri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriachi, né oltraggiatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio” (1 Corinzi 6:9,10). Perciò egli scrive perentorio “Fuggite la fornicazione” e continua “Ogni altro peccato che l’uomo commetta, è fuori del corpo; ma il fornicatore pecca contro il proprio corpo” (1 Corinzi 6:18).

Nel Salmo 119:37 il salmista prega: “Distogli gli occhi miei dal contemplare la vanità e fammi vivere nelle tue vie”.

Astenersi dalla fornicazione era uno dei quattro obblighi posti dal concilio di Gerusalemme agli stranieri (non israeliti) convertiti a Cristo (Atti 15:20,29). Questo obbligo non può essere abolito dall’opinione pubblica.

Come cristiani dobbiamo riconoscere che la distanza culturale fra l’opinione pubblica e la morale cristiana sta aumentando. Ciò non significa però che come cristiani dobbiamo invocare divieti e censure legali. Come qualsiasi altro peccato, anche la pornografia va affrontato prima di tutto nella sfera personale.

Il pastore Voddie Baucham ha ricordato di recente che l’obbedienza a fuggire la pornografia deve venire dal cuore. Baucham osserva che la pornografia è una forma di idolatria della creatura. Perciò non è sufficiente fare proponimenti legalistici del tipo “Non farò queste cose” o “Costruirò delle difese in modo da non caderci più”. Occorre una risposta che porti a un vero e proprio rinnovamento della nostra mente (Romani 12:1) in modo da poter riconoscere l’immagine di Dio nelle altre persone e non cedere al pensiero diffuso che la predisposizione alla pornografia/fornicazione sia normale.

 

Riferimenti:

New York Times: http://www.nytimes.com/2015/10/13/business/media/nudes-are-old-news-at-playboy.html?_r=1

Al Mohler: http://www.albertmohler.com/2015/10/14/bad-news-indeed-playboy-opened-the-floodates-and-now-the-culture-is-drowning/

Voddie Baucham: http://www.desiringgod.org/articles/how-to-fight-addiction-in-a-pornographic-culture

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