Il problema dell’ateismo

AVERE DUBBI RIGUARDO ALL’ESISTENZA DI DIO è piuttosto comune. Forse anche tu la metti in discussione a causa di tutta la malvagità che c’è nel mondo, perché “se Dio fosse onnipotente e benevolo avrebbe già eliminato il male”. Oppure può darsi che tu non sia sicuro di credere più in Dio perché sei confuso da ciò che hai sentito a scuola o all’università riguardo all’evoluzionismo. Le persone colte non possono mica credere in Dio. La logica sembra inattaccabile: “Non ho mai visto né sentito Dio, quindi lui non esiste”, e ancora “Se Dio ha creato l’universo, chi ha creato Dio?” Con tutti questi dubbi, pensi di essere ateo.

La Bibbia ha qualcosa da dire a coloro che non credono in Dio. Prima di tutto, Dio stesso dichiara di aver creato l’universo. E la Bibbia assicura che Dio è ben consapevole dell’esistenza del male, anzi, se ne sta occupando adesso e un giorno lo eliminerà definitivamente. In secondo luogo, la Bibbia afferma che non si diventa atei per mancanza di evidenze sull’esistenza di Dio. Il motivo è un altro. Le tre verità che seguono, tratte da Romani 1:18-22, spiegano il nocciolo del problema.

Verita’ n. 1: Dio si rivela interiormente a ogni persona, atei compresi

Parlando di tutti gli esseri umani, Romani 1:20 dice che “quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili”.

Attraverso il creato, Dio rivela chiaramente a tutti la sua esistenza e la sua potenza, anche agli atei. Dio ha intessuto queste verità nella mente umana in modo tale che ciascun uomo possa riconoscerlo immediatamente guardando il creato intorno a sé. Questo significa che anche tu sai con certezza che Dio esiste.

Verita’ n. 2: Tutti gli uomini soffocano questa rivelazione

Se tutti sappiamo già che Dio esiste, come si spiega che alcuni affermano di essere atei e negano l’esistenza di Dio? Romani 1:18 chiarisce che si tratta di un problema morale. Gli uomini “soffocano la verità con l’ingiustizia”. Mentre Dio si rivela chiaramente, ogni uomo cerca di insabbiare questa rivelazione, soffocando ingiustamente la verità intessuta dentro di lui. Il problema di chi afferma di essere ateo non è tanto una mancanza di evidenze, quanto di abbondanza di ribellione contro Dio.

Nel Salmo 14:1 è scritto che: “Lo stolto ha detto in cuor suo: «Non c’è Dio»”.  Non è per offendere gli atei che Dio li chiama stolti, ma per avvertirli che sono insensati se negano la testimonianza di Dio, intessuta in loro e rivelata intorno a loro. Ma proprio perché l’uomo tende a soffocare l’impronta interna del Creatore, i dubbi “logici” e “scientifici” diventano comode scuse per giustificare la propria ribellione e indipendenza da Dio.

Verita’ n. 3: L’ateismo e’ un problema di adorazione

Ti sembrerà strano pensare che l’ateo abbia un problema d’adorazione, ma questo è esattamente quello che la Bibbia dice in Romani 1:21: “Pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato”.

Alla radice di questa repressione della verità è il mancato ringraziamento e la riconoscenza dovuti al Creatore. Al posto di dare a Dio la lode che gli spetta per il suo creato stupefacente, l’ateo venera solo il mondo materiale, l’uomo e le forze cieche della natura. Questa è idolatria, che non significa soltanto pregare a una statua o a un idolo, ma anche dare l’onore che spetta a Dio a qualcos’altro.

Un ateo può scegliere di ignorare la testimonianza del creato, ma deve affrontare le accuse della sua coscienzaMa il problema dell’idolatria è ancor più serio. Dio ha impresso la sua legge, il senso del bene e del male, sulle nostre coscienze e nei nostri cuori. La coscienza dell’uomo “ne rende testimonianza e i [suoi] pensieri si accusano o anche si scusano a vicenda” (Romani 2:15). Un ateo può scegliere di ignorare la testimonianza del creato, ma deve affrontare le accuse della sua coscienza. E anche tu le devi affrontare.

Se fosse possibile convincersi, attraverso ragionamenti logici o scientifici, che Dio non esiste, non si dovrebbero più giustificare le proprie azioni e non si dovrebbe rendere conto a nessuno del proprio comportamento. Ma non è possibile!

In realtà l’ateo inganna se stesso quando soffoca la verità dell’esistenza di Dio. Nega Dio perché non vuole ammettere la propria colpevolezza e il fatto che non può vivere, pensare, desiderare e comportarsi come gli pare, indipendentemente da Dio. Chi vive così, commette il peccato dell’auto-idolatria: adora se stesso. Forse non ci hai mai pensato, ma anche un non-ateo può commettere questo peccato. Sii onesto con te stesso: sei colpevole di questo?

La speranza c’e’: umiliarsi e ravvedersi

Se ti stai rendendo conto che hai peccato perché hai vissuto fino ad ora come se Dio non esistesse, cercando di soffocare la voce della tua coscienza e la testimonianza del creato, ho una buona notizia per te! La speranza c’è ed è la stessa per ognuno di noi, perché tutti abbiamo peccato, tutti noi ci siamo ribellati a Dio.

La speranza sta nel fatto che Gesù morì per ogni tipo di peccato, compresa la mia e la tua ribellione. Con la sua morte, Lui ha pagato la punizione per i nostri peccati affinché noi potessimo essere perdonati.

La cosa migliore per un ateo non è quella di continuare a negare l’esistenza di Dio, ma quella di umiliarsi e ravvedersi, sottomettendosi alla Parola di Dio in fede. Come Gesù ha detto, l’ateo deve rinnegare se stesso e seguire Cristo (Matteo 16:24). Anche tu.

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